Competere in un’era di disordine digitale

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Competere in un’era di disordine digitale

Il panorama tecnologico globale è attualmente in fase di cambiamento e ricostruzione, si sta passando da uno scenario, formato da flussi di dati che si trasferiscono gratuitamente e senza particolari restrizioni, ad una nuova era dove si ergeranno grandi muraglie digitali. Termini come Splinternet e Digital Cold War diventano sempre più presenti. Tutto ciò modifica le strategie aziendali, dai processi di procurement a quelli di sales & services e customer engagement. Ci stiamo addentrando in una era di disordine digitale. Sarà il preludio ad un medio evo digitale prossimo venturo?

Sono trascorsi quasi tre decenni dall’avvento del World Wide Web che ha inaugurato un periodo di crescita senza precedenti nello scambio globale di dati. Siamo passati dalla New Economy alla Net Economy alla App Economy, dal Web 1.0 al Web 4.0, l’ordine digitale è stato caratterizzato da una rapida crescita nell’uso di Internet e da un corrispondente enorme aumento dei dispositivi che hanno consentito agli utenti di connettersi alla rete. La rivoluzione ha accelerato incessantemente, con progressi nella progettazione e nell’applicazione delle tecnologie digitali che continuano a rimodellare il modo in cui le persone affrontano la loro vita quotidiana, come le aziende conducono affari e come sono strutturate intere industrie. Ci troviamo nella cosiddetta Digital Trasformation.

L’evoluzione delle tecnologie digitali non accenna a prendersi una pausa, parallelamente l’ambiente globale per il digitale sta cambiando radicalmente sia per le società tecnologiche, che per gli individui e le aziende che si affidano ai loro servizi. I governi statali, in tutto il mondo, stanno diventando più attivi nell’emisfero digitale attraverso l’intensificazione della regolamentazione sui dati e sulla concorrenza.

L’attenzione si è ora focalizzata sul “Techlash“. Techlash è la fusione di “tech” e “backlash”, che vuol dire “contraccolpo” o “rinculo”: le grandi aziende dell’hi tech americane che dominano il mercato, come Apple, Google, Facebook iniziano a subire la reazione degli Stati a quello che alcuni ritengono essere un potere eccessivo.

La competizione nel digitale si sta intensificando, due sono le tecnologie, 5G wireless network e intelligenza artificiale, che spiccano, due sono i paesi che tra i vari competitor emergono come protagonisti: USA e Cina.

Gli accordi internazionali su come porre delle regole per l’emisfero digitale rimangono sfuggenti, le aziende sono così costrette a operare con norme contrastanti in molti mercati chiave. Inoltre, si profila un rischio crescente che la competizione possa avvenire non più su uno scacchiere globale ma attraverso isole più piccole e separate. Questo complicherà molto i processi di global supply chain & operations per le aziende.

Siamo solo all’inizio di un periodo di disordine digitale infestato da un altissimo livello di incertezza. Un recente report di ATKearney intitolato per l’appunto “Competiting in an Age of Digital Disorder” suggerisce alle aziende di prepararsi a cambiamenti radicali nel modo in cui l’economia digitale si svilupperà nel prossimo decennio.

Per limitare l’incertezza associata all’immaginazione del futuro ambiente operativo per le tecnologie digitali, ATKearney ha sviluppato quattro scenari alternativi per il futuro. Questa analisi degli scenari si basa sulle due principali incertezze politiche che si stanno manifestando durante il secondo atto della rivoluzione digitale:

  • Attività normativa la modalità e la ampiezza con cui i governi agiranno imponendo nuove normative alle società tecnologiche e per l’uso delle tecnologie digitali;
  • Digital Environment la modalità e la ampiezza con cui l’economia digitale si modellerà in un insieme globalizzato, caratterizzato da ampi flussi digitali transfrontalieri, o viceversa prenderà la forma di un ambiente isolano, frammentato in diversi blocchi a livello nazionale o regionale.

Gli scenari che seguono non sono previsioni. Piuttosto, sono progettati per essere visioni che sfidano e mettono alla prova la capacità dei dirigenti di anticipare e pianificare le strategie digitali delle loro aziende per i prossimi anni.

In Techlash to Renaissance, il mondo è definito da un ambiente operativo digitale transfrontaliero comunemente accettato con normative forti ed efficaci. Dopo un periodo di turbolenza e incertezza, nei primi anni del 2020, caratterizzati da una azione forte contro i principali giganti tecnologici, i governi e il settore giungeranno a una intesa stabile, le politiche e le normative nazionali imporranno norme e restrizioni che diventeranno comunemente accettate. Una maggiore cooperazione globale aiuterà a stabilire e condividere le migliori pratiche e gli standard per la governance tecnologica. La crescita economica globale sarà costante, supportata da nuove innovazioni, stabilità geopolitica e alti livelli di fiducia dei consumatori.

In Digital Crackdown, alti livelli di nazionalismo e rigoroso controllo da parte del governo sulle piattaforme digitali – e molti altri aspetti della società e del business – dominano l’ambiente operativo. L’economia globale tentenna e il capitalismo di stato aumenta, i governi sostengono campioni nazionali che svolgono un ruolo fuori misura nella fornitura di servizi e infrastrutture digitali. I governi di tutto il mondo impongono alle piattaforme digitali di condividere i dati degli utenti con il governo, che vengono utilizzati per monitorare i cittadini, oltre a supervisionare e modellare i contenuti della piattaforma. Dato il predominio dei campioni nazionali nell’emisfero digitale, l’ambiente operativo digitale globale è spezzettato. Il nazionalismo alimenta la sfiducia nei confronti di beni e servizi stranieri e i governi costruiscono mura digitali attraverso rigorosi standard nazionali e requisiti di localizzazione.

In Fake News Devolution un ambiente digitale frammentato e una regolamentazione debole caratterizzano lo scenario:  il selvaggio West digitale. Notizie false invadono Internet e seminano divisioni, provocando una rapida perdita della fiducia popolare nei governi, nelle aziende e in altre istituzioni tradizionali, in particolare quelle straniere. I consumatori di tutto il mondo quindi evitano le tecnologie e le società straniere, imponendo essenzialmente l’isolamento all’ambiente digitale. Questa tendenza impone limiti alle dimensioni e alla portata delle società di piattaforme digitali perché costrette dai consumatori a rimanere principalmente all’interno dei propri confini nazionali. L’economia globale è bloccata in un ambiente a bassa crescita mentre gli investimenti transfrontalieri si prosciugano e l’aumento dei livelli di disuguaglianza economica soffoca la spesa dei consumatori.

In Surveillance Capitalism i principali giganti della tecnologia americana e cinese sostituiscono i governi nazionali diventando le istituzioni più potenti del mondo. A seguito di una serie di partenariati strategici di queste società, l’ambiente digitale è più unificato e globalizzato che mai. Le piattaforme digitali sono in grado di raggiungere più persone e influenzare i decisori su scala globale. Usando queste capacità, schiacciano efficacemente qualsiasi sforzo normativo che limiterebbe il loro potere di dominare il mercato. La reazione popolare contro questi giganti della tecnologia è tuttavia limitata, la crescita economica globale è forte e le famiglie si sentono sempre più abbondantemente soddisfatte.

2019-08-29T12:44:37+00:00